Cellule staminali multipotenti: volto più giovane in 3-D

Per quanto nella chirurgia estetica i ritocchini (“ini” dipende molto dal caso ovviamente) vengano sponsorizzati così tanto sul corpo, in realtà sono più taciuti ma non per questo meno frequenti le manomissioni del volto. Questo maggiore tabù probabilmente prende piede nel momento in cui non si accetta l’età che avanza e si prova un senso di vergogna sia per il normale ciclo di invecchiamento sia per il fatto stesso di non sopportarlo.

Insomma, gira che ti rigira, il tavolo sacrificale diventa sempre il lettino del chirurgo plastico, in cui si paga un po’ di gioventù e turgore con fiumi di denaro e bende e cerotti e dolori vari per un po’ di tempo. Come in tutte le cose, ovviamente, dipende da quanto male si vive una determinata condizione e da quanto un ritocco estetico possa far bene ad autostima e serenità.

Detto questo, tuttavia, non si può non sottolineare quanti passi avanti siano stati fatti dalla chirurgia estetica negli ultimi anni: si mira a risultati più naturali, più “sfumati” e meglio tollerati dal corpo e dalla persona che non vuole vedersi stravolta, ma solo leggermente “riveduta e corretta”.

Una promessa di bellezza il più possibile naturale viene fatta dalla tecnica delle cellule staminali del grasso autologo, prelevato dalle aree che ne sono più ricche. In pratica, avete presente quei cuscinetti odiosi sulle cosce, o quei rotolini che appesantiscono il punto vita, o ancora quella pancetta che oramai ha superato il diminutivo “etta” da un bel po’? Ecco, viene prelevato un po’ di grasso proprio da lì, e viene iniettato nelle rughette del viso al posto dei filler classici: questo permette di ringiovanire il volto in volumi 3-D e di non essere rigettato in quanto fa parte dell’organismo stesso.

Le cellule staminali utilizzate per il lipofilling (così si chiama il reinnesto di grasso autologo prelevato da altre aree del corpo) sono categorizzate come “multipotenti”, e si tratta di cellule staminali del sangue impegnate nelle funzioni tissutali.

Non sembra inoltre che vi siano grosse complicanze, come irregolarità di distribuzione o piuttosto causate da tempi di assorbimento diversi a seconda delle zone. L’unico “neo” è appunto che il risultato non è definitivo, perché parte del grasso iniettato viene pian piano riassorbito nel tempo.

Il ringiovanimento del volto tramite l’utilizzo delle cellule staminali è uno dei temi affrontati a Roma nell’ambito del Congresso Mondiale “Nose&Face World 2012”, che si terrà fino al prossimo 12 maggio e che ospiterà i massimi esperti di chirurgia plastica estetica e ricostruttiva provenienti da tutto il mondo.

Afferma Jonathan Skyes, Professore e Direttore del Dipartimento di Otorinolaringoiatria, Chirurgia di Testa e Collo e Chirurgia Plastica Facciale del “Davis Medical Center” in California: “Grandi aspettative sono oggi legate alla possibilità di utilizzare cellule staminali multipotenti  piuttosto che semplici cellule staminali grasse. Le aspettative del mercato e l’accoglienza da parte del pubblico del trapianto con cellule staminali è molto alta, ma in letteratura sono ancora relativamente pochi i dati che ne attestano l’efficacia. Nuovi studi sono però in corso per la validazione della metodica. Attualmente il trapianto di cellule adipose, dopo adeguata preparazione delle cellule, resta comunque una tecnica vantaggiosa per l’assenza di effetti collaterali, la miniinvasivita’ e la percentuale di successo in grado di assicurare una volumizzazione tridimensionale del viso con effetti di ringiovanimento e miglioramento dell’immagine di sé”.

Oltre al lipofilling con cellule staminali, è d’obbligo sottolineare come siano migliorate anche le tecniche che utilizzano i più classici filler, i quali sono oggi arricchiti con neurotossine e che attualmente prevedono anche una metodica non chirurgica chiamata “subliminal difference”: si tratta di una semplice iniezione di tossine all’interno della ruga o del tessuto da riempire. Questa iniezione avviene tramite una cannula dalla punta arrotondata, e viene seguita da una scultura manuale della zona, in modo da rendere il tutto naturale e veloce: basti pensare che immediatamente dopo l’iniezione si può tornare a svolgere tranquillamente ogni propria attività.

Insomma, se i problemi della vita devono essere proprio quelle zampe di gallina che col tempo diventano sempre di più zampe di struzzo, allora magari è meglio ovviare con una telefonatina al chirurgo estetico per prenotare una seduta di ringiovanimento. Tuttavia… se i problemi della vita devono essere proprio quelle zampe di gallina, siamo sicure che non ci sia qualche ben più grave problema di autoaccettazione e insicurezza alla base? E per questo tipo di questione il chirurgo plastico serve a poco. Meditiamo donne (e uomini), meditiamo…

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